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Tu sei qui: Racconti d'aMareInventata secoli fa ma tuttora indispensabile: la bussola nautica vissuta e descritta da un uomo di mare

Racconti d'aMare

Amalfi, Costiera amalfitana, mare, storia, bussola, Salvatore Barra

Inventata secoli fa ma tuttora indispensabile: la bussola nautica vissuta e descritta da un uomo di mare

Quando si parla della bussola, ci si limita a parlare solo e sempre del pur glorioso passato, perdendo di fatto la vera grandezza della scoperta amalfitana ossia che ancora oggi la bussola rimane lo strumento nautico per eccellenza, dal quale non si può prescindere

Scritto da (PNo Editorial Board), venerdì 23 settembre 2022 11:38:14

Ultimo aggiornamento sabato 24 settembre 2022 11:08:00

Di Salvatore Barra*

La Bussola è uno strumento nautico di precisione che ci permette di seguire la Rotta Vera sulle carte nautiche, quindi di effettuare viaggi e navigare da un punto di partenza verso un punto di destinazione sulla superficie terrestre. La bussola è impiegata anche sulla terra ferma e per la navigazione aerea.

Esistono due tipi di Bussole magnetiche: "a secco" e "a liquido". In genere si preferisce la bussola a liquido al fine di attutire le vibrazioni generate dai motori della nave e dalle oscillazioni (Beccheggio e Rollio) provocate dagli elementi meteo/marini. Il liquido è formato da una miscela di acqua ed alcol (anticongelante).

Benché siano passati secoli dal suo utilizzo, la bussola rimane lo strumento nautico più importante, di cui le navi non possono fare a meno.

Si pensi che la bussola è lo strumento di navigazione primario per tutto il Naviglio Minore che effettua navigazione interna e costiera, tipo traghetti, imbarcazioni da diporto, pescherecci, rimorchiatori, eccetera. Insomma, una diffusione enorme con notevoli fonti di guadagno per le industrie specializzate di precisione che la realizzano, per gli studiosi esperti di magnetismo, i tecnici installatori e i periti compensatori che controllano e certificano le bussole ad intervalli regolari. Chi non lavora nel settore marittimo non immagina nemmeno lontanamente tutto questo.

Sulle navi di "Lungo Corso", nonostante le moderne Girobussole (che funzionano con energia elettrica) e la strumentazione elettronica di ultima generazione, la bussola magnetica, oltre che obbligatoria deve essere perfettamente funzionante, monitorata e controllata almeno sei volte al giorno, ossia una volta per turno di guardia.

Le "letture" della bussola magnetica e della girobussola vanno sempre controllate e confrontate: nel caso vi fosse una grande differenza nei valori significherebbe che uno dei due strumenti non funziona bene e quindi va verificato.

Basti pensare che Timonieri ed Ufficiali (chi ha prestato servizio in Marina Militare lo sa molto bene), al cambio di guardia in plancia, si passano come consegna primaria i dati relativi ai valori della Prua Girobussola e Prua Magnetica.

Ricordo che nel caso di avaria elettrica, la Bussola Magnetica è indipendente da necessità di alimentazione, quindi sempre disponibile anche nei momenti di emergenza.

La Bussola è posizionata in una zona sopraelevata ed isolata della nave (vedi foto), in modo da subire il minimo ingombro (ed interferenze magnetiche) dalle sovrastrutture della nave ed antenne; essa è collegata, per mezzo di un periscopio, alla plancia della nave, (vedi foto) in modo che la lettura della direzione bussola sia sempre accessibile al timoniere.

La moderna bussola magnetica è uno strumento apparentemente "semplice" da usare ma estremamente complicato nella sua realizzazione, soprattutto per lo studio del magnetismo. Alla base, il globo terrestre viene considerato come un enorme magnete con i relativi poli magnetici che generano enormi campi magnetici. I poli magnetici Nord e Sud non coincidono con i Poli geografici Nord e Sud. Tutti questi fattori, nel bene o nel male, influenzano il corretto funzionamento della bussola. Non mi addentro oltre perché la materia è difficile e complicata.

Ai lati, dietro ed all'interno della chiesuola (vedi foto) vi sono due sfere, una sbarra e piccoli ferri opportunamente magnetizzati (si definiscono ferri compensatori), il cui scopo è quello di annullare gli errori dovuti a forze devianti magnetiche, creando altrettanti campi magnetici uguali e contrari, in modo da azzerare gli errori derivanti da forze magnetiche fisse. L'operazione descritta si definisce compensazione magnetica e viene eseguita da un perito compensatore.

Tuttavia, ci sono due errori che non si possono eliminare perché variabili: il primo, dovuto alla differenza angolare tra il Polo Nord Geografico ed il Polo Nord Magnetico, si chiama declinazione magnetica, il cui valore variabile (quindi non compensabile) cambia di luogo in luogo e per lo stesso luogo nel tempo. Il secondo errore è dovuto ai campi magnetici generati dal ferro delle navi e si chiama deviazione magnetica: questo errore cambia con il variare della prua della nave.

Questi due errori - Declinazione e Deviazione Magnetica - sono (per noi) facilmente calcolabili per mezzo di Rilevamenti (Azimuth) di Astri o punti cospicui costieri: non approfondisco.

Ovviamente, una bussola nautica utilizzata sulla terra ferma è affetta solo dall'errore dovuto alla declinazione magnetica.

Nel Medioevo, ovvero ai tempi della scoperta della bussola, si avevano scarse conoscenze sul magnetismo terrestre, in primis perché dalle nostre parti (nel Mediterraneo) il valore della declinazione magnetica è relativamente minimo, mentre in altre parti del mondo, può assumere entità notevoli fino a 23/24 gradi di errore che, se non corretto, rende lo strumento inaffidabile e pericoloso per la navigazione.

Si dice che i primi ad accorgersene di questa anomalia magnetica furono gli equipaggi delle Caravelle di Cristoforo Colombo nel corso delle traversate atlantiche, a partire dal 1492.

La bussola, come tutti gli strumenti, si è evoluta nel corso dei secoli diventando sempre più precisa ed affidabile, ma il principio di funzionamento è comunque quello iniziale.

La bussola magnetica è praticamente indistruttibile (a meno che non la si prenda a martellate!).

I componenti primari di una bussola sono, in primis, la chiesuola: il supporto della bussola, vincolato alla nave, è costruita in materiale amagnetico (legno, lega di alluminio, bronzo, ottone, ecc) per non creare influenze sul campo magnetico terrestre.

La chiesuola contiene il mortaio (o corpo della bussola), che viene agganciato ad essa per mezzo di un meccanismo chiamato "sospensione cardanica", che permette al mortaio e quindi alla bussola di rimanere sempre stabile, nella posizione iniziale, parallela ai ponti della nave, nel caso di movimenti dovuti al rollio ed al beccheggio.

Da prestare attenzione al termine "Chiesuola": ovvero una piccola chiesa, una struttura che contiene qualcosa di prezioso e sacro, definizione unica che fa ben comprendere l'importanza e la venerazione che gli antichi naviganti avevano (ed hanno) per la bussola.

La grande e geniale intuizione che ebbero gli antichi amalfitani, ideando la Rosa dei Venti, che non a caso si chiama "AMALFITANA", fu quella di riprodurre in miniatura l'angolo giro dell'orizzonte sulla Rosa della bussola: uno spazio enorme racchiuso nei pochi centimetri della circonferenza della Rosa dei venti, nel cui centro si immagina la posizione dell'osservatore (e della nave), esattamente sulla verticale terrestre, il cui prolungamento verso il cielo incontra la sfera celeste in un punto chiamato Zenit.

Congiungendo il centro della Rosa verso uno dei trecentosessanta gradi della sua circonferenza si ottiene la prua bussola, ossia la direzione che intendiamo seguire. Sul mortaio della bussola è evidente una linea nera, chiamata "Linea di Fede", che rappresenta la Prua della Nave posta sull'asse longitudinale. La direzione che segue la nave è l'angolo compreso tra il Nord (bussola) e la linea di fede si conta da Nord in senso orario e si esprime sempre con tre cifre (esempio foto 087 gradi). La Rotta da seguire si stabilisce sulla carta Nautica e poi si trasmette convertita in Prua Bussola che deve seguire il Timoniere.

Mi rendo conto che per chi non conosce la materia o non ha pratica con le attività marittime sono concetti non facili da capire.

Con la bussola è possibile calcolare il "Punto Nave", cioè l'esatta posizione geografica della nave, per mezzo di Rilevamenti visuali di oggetti o punti cospicui costieri segnati sulle carte nautiche (Fari, Torri, Campanili, promontori...), avvalendosi di un cerchio azimutale.

La "Rosa", un cartoncino circolare con l'ago fissato al disotto, imperniato nel centro del bossolo risultava, in tempi antichi, difficile da dividere in 360 parti uguali (gradi). Nacque, così, per esigenza (e non per aspetto coreografico) la Rosa dei Venti, che consisteva nel dividere l'angolo giro del cartoncino in 4 punti cardinali (90 gradi): Nord, Est, Sud ed Ovest, da cui spirano i rispettivi Venti di Tramontana, Levante, Ostro o Mezzogiorno e Ponente. La Rosa era poi divisa in 8 punti intercardinali (45 gradi): Nord Est (Grecale), Sud Est (Scirocco), Sud Ovest (Libeccio) e Nord Ovest (Maestrale). E così via, 16 mezzi-vento ogni 22.5 gradi, 32 rombi fino alle 128 quartine. Per i timonieri del tempo, con questo sistema, potevano meglio seguire la direzione della Prua Bussola.

Generalmente, sulla Rosa dei Venti, il Nord viene rappresentato con un giglio, molti erroneamente pensano che al simbolo di Firenze. Il "Giglio" non è altro che una rielaborazione della lettera «T» di Tramontana, il vento freddo che spira da Tramonti.

Come abbiamo visto, pur trattando questo argomento in maniera semplice e succinta, ci si può rendere conto della sua complessità e dell'infinita grandezza di questo importantissimo, indispensabile ed attualissimo strumento nautico: la bussola.

L'invenzione della Bussola Nautica Magnetica ed il suo uso come strumento di Navigazione è da attribuirsi alla Repubblica Marinara di Amalfi. Si badi bene, invenzione e non perfezionamento, come solitamente si dice. L'avvento della Bussola Magnetica provocò uno stravolgimento nell'arte del navigare: le Navi potevano, navigando in mare aperto, evitare le insidie dei Pirati perennemente appostati sotto costa, ridurre la durata dei viaggi con relativi benefici economici, realizzare nuove e più precise carte nautiche e, soprattutto, aprire di fatto la via alle grandi spedizioni geografiche. Una scoperta importantissima che rivoluzionò la storia del mondo. Paragonabile solo al Moderno G.P.S. (Fonte Manuale dell'Ufficiale di Rotta - Istituto Idrografico della Marina).

Ecco, ho cercato di trattare questo complicatissimo argomento nella maniera più semplice e stringata possibile.

Ci tenevo a farlo in primis per rendere giustizia agli antichi nostri avi, grandi navigatori del Ducato Amalfitano, perché, come ho già detto, a parte qualche modifica, l'uso ed il principio della bussola attuale non differisce molto da quella originale.

Quindi, trovo semplicemente limitativo e riduttivo presentare l'argomento bussola magnetica, almeno dalle nostre parti, sempre e solo come un evento meramente storico, appartenente al solo passato, spesso considerata un "oggetto" antico. Da Museo.

Per cui, ogni volta che si parla di Amalfi e del suo glorioso passato, in TV, convegni o altro, il discorso cade inevitabilmente sulla Bussola Magnetica e sul suo inventore Flavio Gioia: con tutte le teorie di questo mondo inerenti alla Sua esistenza, al Suo Nome, al Suo luogo di origine. Sempre le solite domande con le solite risposte scontate: AMALFI - BUSSOLA - FLAVIO GIOIA: uniti indissolubilmente dalla storia, un serpente che si mangia la coda, ogni singolo argomento induce a parlare degli altri due.

Ma ci si limita a parlare solo e sempre del pur glorioso passato, perdendo di fatto la vera grandezza della scoperta amalfitana ossia che ancora oggi, come ho detto, la bussola rimane lo strumento nautico per eccellenza, dal quale non si può prescindere.

Alle scuole elementari di Amalfi, come alle medie, mi hanno sempre insegnato che: la Bussola è stata inventata dai Cinesi, perfezionata dagli Amalfitani, indica il Nord, serve ad orientarsi, liquidando la faccenda in pochi minuti. Credo sia cosi anche adesso. Informazioni limitative e superficiali.

Alla luce di quanto sopra, basandomi sulla mia esperienza pluridecennale di Navigazione Marittima di Lungo Corso, ho cercato di farvi conoscere un po' più da vicino questo meraviglioso strumento che dovrebbe costituire l'orgoglio della nostra terra marinara.

Ad Amalfi nel Luglio scorso è stato inaugurato (per la seconda volta) il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro. Non ho avuto il piacere di visitarlo ma credo ci siano solo due bussole relativamente antiche (una delle due doveva appartenere all'Incrociatore Flavio Gioia), mentre le altre sono solo riproduzioni basate su studi storici. Secondo me sarebbe stato opportuno, e si potrebbe ancora fare, inserire nella mostra una Moderna Bussola Nautica Magnetica, corredata di carta Nautica e strumenti per il carteggio, in modo tale che i visitatori si possono rendere conto dell'evoluzione dello strumento nautico nel corso degli anni, della sua utilità attuale e della grandezza dei nostri Avi che per primi la usarono.

"Prima dedit nautis usum magnetis Amalphis". Questo verso di Antonio Beccadelli costituisce la prima attestazione letteraria circa l'invenzione e la diffusione della bussola nautica da parte degli Amalfitani medievali.

«Al genio del mare Flavio Gioia, che rese agevole la navigazione e possibili le più grandi scoperte e gli immensi traffici moderni, l'Italia tutta deve rendere solenni onoranze quale doveroso tributo di venerazione eternandone il suo nome con un monumento che ricorderà di fronte a questo glauco mare quanto debba l'umanità ad uno dei più grandi suoi benefattori ed Amalfi, lieta che con le onoranze che gli tributeranno al più illustre dei suoi figli nuova gloria ridonderà al nome italiano, rende grazie vivissime al comitato di onore nazionale. Nella ricorrenza del sesto centenario 1302 - 1902».

Questo il testo, molto bello ed esplicativo, scritto sulla Lapide commemorativa, posta sotto l'arco della "Porta della Marina" di Amalfi in occasione del sesto centenario della scoperta.

Intanto del Settimo anniversario della scoperta, caduto nel 2002, pare che ci sia stata una dimenticanza generale... Non ci resta che aspettare il 2102, sperando che qualcuno si ricordi dell'ottavo centenario: chi vivrà vedrà.

Grazie per l'attenzione

*Capitano Superiore di Lungo Corso

 

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