Tu sei qui: Economia e TurismoIl campanile dell’Annunziata di Minori e gli influssi arabo-bizantini del XII secolo
Inserito da (Maria Abate), giovedì 1 marzo 2018 19:44:54
È rimasto intatto, a Minori, il campanile dell'Annunziata, imponente accanto ai ruderi di quella che una volta era la sua chiesa. E costituisce, ad oggi, uno degli ultimi casi di riscontro bizantino ed arabo su suolo italiano, rievocando tempi in cui Amalfi era centro ambito di scambi culturali e mercantili.
Come anche il campanile di S. Giovanni Battista in Campidoglio a Scala, la chiesa dell'Annunziata e il campanile di S. Giovanni del Toro a Ravello, presenta elementi quali l'arco acuto, la volta a crociera, le cupole impostate su alti tamburi, le decorazioni a tarsie, gli archi incrociati. Restaurato di recente, presenta il più completo paramento murario a tarsie della Campania del secolo XII. Tarsie che spiccano immediatamente all'occhio, perché compongono un motivo decorativo grazie a elementi di pietra tufacea di colore grigio e giallo, piatti, dello spessore di alcuni centimetri.
Il campanile, che svetta su tutto l'abitato di Minori, è di forma quadrata e termina con cella cilindrica, ha sulle facciate archi acuti a tutto sesto con tarsie a forma di X, semilosanghe e rombi. Nella parte terminale della cella si conservano incrostazioni di tufo grigio che raggiungono negli archi a tutto sesto un livello decorativo di accentuata bellezza. Sul piedritto destro della bifora si osservano i letti delle tarsie, ancora sagomate. La colonnina centrale della bifora, ora scomparsa, era sovrastrutturata da un rosone a forma stellare.
Archi intrecciati, allo stato in condizioni assai deteriorati, li troviamo anche a decorazione sul muro di cinta di un giardino di via Villamena a Minori, rilevati dal pittore Gennaro Favai (1879-1958) che ne dà testimonianza in un suo disegno "Resti arabo Moresco".
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